La telecamera del Progetto P.R.I.S.M.A.


ultimo aggiornamento: Giovedì, 18 Marzo, 2021

Telecamera del progetto P.R.I.S.M.A.

Il 13 marzo 2021 alle 11:00 è stata inaugurata la Camera Prisma al Planetario di Ravenna posta sul tetto del torrino del Planetario.
La Camera " all-sky" è in grado di fotografare tutto il cielo in una sola immagine fish-eye (visione a "occhio di pesce").
La camera consente l’osservazione di meteore brillanti (fireball e bolidi); è connessa a un PC, collegato alla rete internet.
Il software di gestione rileva eventuali tracce brillanti osservate nel proprio campo di vista e invia l'immagine in automatico al centro di raccolta dati dislocato presso il server dell'Osservatorio Astronomico INAF di Pino Torinese responsabile della rete PRISMA. associata all'analoga rete francese Fripon. Successivamente avviene la "calibrazione e riduzione" dei dati per determinare orbita ed eventuale area di caduta di frammenti per poter recuperare le meteoriti.
Ad esempio: il 4 gennaio del 2020, vennero ritrovati due frammenti di meteorite in zona Disvetro-Rovereto sul Secchia, in provincia di Modena. Fu quello il primo rinvenimento sul territorio italiano di meteoriti in un’area indicata grazie a osservazioni del bolide apparso tre giorni prima, la sera di capodanno, e ai relativi calcoli della possibile zona di impatto a terra di frammenti meteoritici.
Il monitoraggio sistematico della copertura nuvolosa e dell'attività elettrica sarà usato per la validazione di modelli meteorologici.
I dati raccolti in maniera sistematica contribuiranno al perfezionamento dei modelli di interazione dei corpi cosmici con l'atmosfera che a tutt'oggi presentano ancora molte lacune a causa della mancanza di dati osservativi di qualità.

Immagine della camera del planetario
l'immagine ha il nord in alto in quanto la Camera è orientata

immagine attuale (50 kb)- aggiornata ogni 10 minuti

Il Progetto PRISMA (Prima Rete Italiana per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera) è promosso dall’INAF-Osservatorio Astrofisico di Torino e consiste nella realizzazione in Italia di una rete di camere all-sky.
Al progetto partecipano ricercatori dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (I.N.AF) e delle Università, Gruppi Astrofili e Osservatorî Astronomici e Meteorologici regionali e locali.
Anche le Scuole sono coinvolte con un programma didattico e con laboratori di astronomia che intendono far partecipare gli studenti e i singoli cittadini alle attività di ricerca del progetto, fianco a fianco con i ricercatori.
L’A.R.A.R. ha coinvolto il Liceo Scientifico “Alfredo Oriani” di Ravenna che è diventato partner in questo ambizioso progetto e collabora con l’Associazione nella divulgazione e nello sfruttamento delle immagini raccolte.
Sei uno studente, un docente, un appassionato di astronomia o semplicemente un cittadino e vuoi partecipare al progetto? Scrivi a: prisma_po@inaf.it

A questo link trovate le immagini correnti di tutte le camere (Roberto Zagarella courtesy)

ISMA (Prima Rete Italiana per lo Studio sistematico delle Meteore e dell'Atmosfera)
PRISMA - segnala un bolide

 

Bolidi e camera All-sky di Albino Carbognani da pagina
Il nostro pianeta è soggetto giornalmente al “bombardamento” di piccoli meteoroidi, ossia di frammenti della ricca popolazione di asteroidi near-Earth in mezzo alla quale si muove la Terra mentre descrive la sua orbita eliocentrica.
I meteoroidi colpiscono l’atmosfera terrestre con una velocità tipica dell’ordine dei 20 km/s (il range possibile delle velocità va da 11,2 a 72 km/s), e iniziano a dissipare la propria energia cinetica perdendo rapidamente la loro velocità cosmica.
Nella parte frontale del meteoroide si sviluppa un’onda d’urto in cui i gas atmosferici vengono compressi e riscaldati fino a raggiungere temperature dell’ordine di 2500 gradi Kelvin: si genera così una bolla di plasma ad alta temperatura che circonda il meteoroide e lo consuma mentre cade verso il suolo.
Il plasma emette anche radiazione visibile, così che le fasi della caduta possono essere viste anche da centinaia di chilometri di distanza.
Gli eventi di questo tipo sono chiamati “bolidi” (o fireball), mentre quelli più energetici, provocati da meteoroidi di qualche metro di diametro e visibili anche durante il periodo diurno, sono “superbolidi“.
I piccoli bolidi sono molto più numerosi rispetto agli eventi più energetici.
Si stima che un bolide di magnitudine assoluta -5 (diametro meteoroide circa 10 cm) si verifichi ogni pochi minuti da qualche parte sulla Terra, un bolide di -9 ha una frequenza settimanale (diametro di alcune decine di cm), un bolide di -13 almeno una volta all’anno.

L’analisi di un bolide si articola in 4 fasi:

  1. Triangolazione: si usano le diverse stazioni all-sky per la ricostruzione della traiettoria media del bolide in atmosfera.
  2. Modello dinamico meteoroide: a partire dalle quote e dalle velocità osservate in atmosfera si ottengono i parametri fisici che descrivono il meteoroide.
  3. Dark-flight: a partire dal punto finale osservato, conoscendo quota, velocità e accelerazione finali, si modellizza la caduta libera per ottenere la zona al suolo dove andare a cercare eventuali meteoriti (strewn field).
  4. Orbita: a partire dal modello dinamico del meteoroide si ottiene la velocità all’infinito fuori atmosfera. Da questa si può ricavare la velocità eliocentrica del meteoroide e, conoscendo la posizione della Terra nello spazio al momento della caduta, si ottiene l’orbita eliocentrica del meteoroide.

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